mercoledì 21 settembre 2016

STAR BENE IN AUTUNNO 

Ci siamo, l'autunno è arrivato! Non lo nascondo, è una stagione che mi piace moltissimo...i colori meravigliosi, l'odore dell'erba bagnata, dormire con la copertina, lo so qualcuno di voi mi odia.
Ecco qualche consiglio per attraversare al meglio questa stagione di passaggio, faticosa per molti.

immagine dal web

alimentazione: è arrivato il momento di zuppe e minestre, facciamone un uso smodato. Aggiungiamo spezie calde nella preparazione delle nostre pietanze: peperoncino, zenzero, curcuma, timo, rosmarino, pepe, cannella, noce moscata, ecc. aiuteranno il nostro organismo a gestire i primi freddi.
E' anche giunto il momento di depurare il fegato che soffre particolarmente i cambi di stagione dunque niente cibo spazzatura né zuccheri raffinati (da sostituire con miele o succo di mela o qualche volta con zucchero integrale di canna) poca carne (se ne mangiate) e di qualità, pochissimi latticini. Si a cereali integrali, olio EVO, frutta secca, legumi e tantissima frutta e verdura sia cotta che cruda.
alcuni complementi da tenere a portata di mano:
- caramelline alla propoli o zenzero o eucalipto da prendere al primo pizzicore alla gola o starnuti da freddo.
- Cu-Au-Ag  ovvero Rame Oro Argento oligoelementi, da assumere ai primi sintomi influenzali, saranno particolarmente utili ai soggetti che in questa stagione tendono a deprimersi; in questo caso è bene fare un ciclo di trattamento.
- tisane calde da sorseggiare come se non ci fosse un domani, al lavoro e a casa. Che siano gradevoli al palato, contenenti piante per stomaco, intestino e fegato.
Il vostro erborista saprà consigliarvi la tisana più adatta a voi.
- vitamine C e D: la prima per la sua nota azione sul sistema immunitario e la seconda perché essendo ormai ridotte le ore di luce, è facile esserne carenti; controllate la vostra situazione attraverso l'apposito esame del sangue.
- se soffrite di fragilità capillare, non dimenticate di assumere mirtillo nero, succo puro o pastiglie/perle.

abbigliamento: si è aperta la stagione del "non so cosa mettere, un momento fa freddo ed un attimo dopo fa caldo" dobbiamo farcene una ragione (qualora la cosa ci disturbi) questo è tipico dell'autunno. Vestitevi a strati per non soffrire degli sbalzi di temperatura e portate con voi un ombrellino o una giacca impermeabile.  In questo periodo è utile portare con sé una sciarpetta anche leggera, ma che tenga ben coperte gola e collo.
Non dimentichiamoci poi della zona lombare: se ci piacciono i pantaloni a vita bassa, facciamo in modo di avere un capo che possa coprire bene pancia e reni appena sentiamo che la temperatura si abbassa.
Se si soffre di mal di testa, è bene dotarsi di un cappellino non molto pesante.


immagine dal web

Se arrivate a casa dopo una pioggia insistente e vi sentite umide/i ed infreddolite/i, bevete subito qualcosa di caldo e se potete fatevi una doccia o pediluvio caldo (eventualmente con un pizzico di peperoncino o con bicarbonato a cui avrete aggiunto oli essenziali balsamici).
Gli oli essenziali potranno aiutarci anche a tenere lontani batteri e virus; con il diffusore in vostro possesso utilizzate in casa bergamotto, pino mugo, pino cembro, lavanda, eucalipto, menta...

 nessuna delle pratiche qui riportate intende in alcun modo sostituirsi alle indicazioni del medico o alla sua diagnosi. Non si propongono come sostitutive di alcuna pratica medica convenzionale.

mercoledì 13 luglio 2016

 DISIDRATAZIONE: ANZIANI, BAMBINI E ANIMALI

Anziani

Nei giorni di caldo intenso, è automatico il desiderio di bere di più, quasi nessuno si muove senza una scorta d'acqua.
Questo però non vale per le persone anziane la cui percezione del bisogno di idratarsi si riduce notevolmente. Assumere una scarsa quantità di liquidi sottopone a numerosi rischi, tra i quali infezioni delle vie urinarie, stitichezza, calcoli renali, patologie cardiache, ipertensione, crampi, disorientamento e difficoltà cognitive.
Ciò che induce l'anziano ad un maggiore rischio di disidratazione è il meccanismo ormonale che interviene per contrastare la disidratazione (liberazione di ormone antidiuretico) che diventa insufficiente; inoltre l'assunzione di alcuni farmaci può accentuare l'eliminazione di liquidi.

Per tutti questi motivi è fondamentale stimolare gli anziani intorno a noi a bere! Si può suggerire di bere in momenti prestabiliti, per esempio 2 bicchieri d'acqua un po' prima dei pasti (soprattutto al mattino, in presenza di stitichezza meglio se acqua calda, così si stimola anche l'intestino) a metà mattina e metà pomeriggio  un infuso o un succo di frutta senza zucchero aggiunto meglio ancora frullato, estratto di frutta fresca o spremuta. Un bicchiere d'acqua o anche di vino durante i pasti e poi tanta frutta e tanta verdura completeranno un'assunzione corretta di liquidi. 
In caso di diabete ovviamente il consumo di frutta va regolato per l'alto contenuto di zuccheri; in ogni caso la frutta per il suo alto contenuto di vitamine, minerali, enzimi e sostanze antiossidanti, non deve mancare nella dieta di chiunque e tanto più in quella di soggetti anziani.


Bambini
Quando si è all'aperto con i nostri bimbi è indispensabile tenere a disposizione dell'acqua fresca per invitarli a bere. Il rischio di disidratazione, sopratutto nelle giornate calde, è più alto per loro perché giocando sudano molto e difficilmente interrompono il gioco per bere; sono gli adulti che devono abituarli alla buona abitudine di assumere acqua in modo regolare anche attraverso l'esempio. Ottima l'idea di portare frutta fresca già pronta al consumo (in questa stagione la varietà a disposizione ci aiuta) tagliata a pezzetti o frullata/centrifugata, volendo con un pochino di succo di limone per mantenere il colore brillante!
Decisamente meno sana l'abitudine di far assumere bevande industriali come tè freddi o bibite gasate, ricchissime di zuccheri,aromi e coloranti che li sottopone a rischi vari per la loro salute futura, tra i quali l'insorgenza di obesità e diabete.
Un gelato ogni tanto al posto della frutta va benissimo, purché non sia un'abitudine giornaliera.
Attenzione invece se la richiesta di bere diventa eccessiva, in questo caso va consultato il pediatra.


Cani

Quando fa molto caldo ed usciamo con i nostri amici cani, ricordiamoci sempre di portare un po' d'acqua anche per loro!
Eviteremo anche che bevano da orrende pozze dove possono infettarsi; in casa ed in un giardino si abbia l'accortezza di controllare la ciotola, in modo che sia sempre piena di acqua fresca e pulita (questo vale anche per i gatti). Dipendono da noi per tutto, non dimentichiamoci del loro bisogno di bere...



domenica 17 gennaio 2016

IL FEGATO 
DAL PUNTO DI VISTA DELLA MEDICINA TRADIZIONALE CINESE



Il fegato 
In Quanto organo (pieno) è di natura yin, ma possiede caratteristiche yang.
A differenza della medicina occidentale, quella cinese non analizza gli organi in quanto tali, ma solo in relazione con l'organismo e soprattutto con le loro funzioni. Ecco quelle del fegato:
- Immagazzina il sangue, ne è la dimora quando è a riposo e lo mette a disposizione nei periodi di attività.
- Regola il naturale fluire del Qi promuovendone la circolazione in tutte le direzioni.
Il Nei Jing lo definisce “il comandante di un esercito”; l'attività regolatrice del fegato sovraintende numerose funzioni.
- E' il palazzo del vento e del legno.
- Si apre negli occhi e si manifesta nelle unghie; occhi vivaci e dotati di una buona funzione visiva, sono testimoni di una buona attività epatica. Un difetto visivo indica, con buone probabilità, un mal funzionamento del fegato.
- Il fegato è la residenza degli Hun, essi sono tre, emanazione dello Shen, regolano l'emotività e l'attività onirica, presiedono all'attività di discernimento, sono spesso definiti “anima”. Se c'è un malfunzionamento del fegato gli Hun risultano non ben radicati (bisogna considerare che hanno una naturale  tendenza ad andare verso l'alto) e dunque l'individuo può avere sbalzi di umore, fare cattivi sogni quando non soffrirà di insonnia, ma ciò che è più grave, si può arrivare ad una perdita della direzione di vita, che si manifesta per esempio con molte attività cominciate, ma mai portate a termine ed una difficoltà di pianificazione.


Vescica biliare  


poiché nella MTC non si parla di organi di per sé, ma di funzioni, non si parla di fegato senza parlare del suo corrispondente viscere (vuoto), ecco perché parliamo anche di vescica biliare.
Come nella medicina occidentale, questo viscere (dunque di natura yang) è strettamente legato al fegato.
L'attività della vescicola biliare conduce al coraggio è il “maestro della decisione” ed infatti una sua carenza può portare a fenomeni di indecisione e codardìa.


QUADRI DI DISARMONIA DI FEGATO E VESCICOLA BILIARE


Qi del fegato compresso

E' il più comune tra i quadri di disarmonia del fegato. A livello emotivo si riconosce per depressione e frustrazione o collera senza motivo, si può avere la sensazione di “nodo alla gola”. Se la funzione epatica di conservazione del sangue risulta compromessa si può incontrare irregolarità mestruale con dolori ed anche gonfiore dei seni.
Se si rammenta che nella teoria dei 5 movimenti il legno controlla la terra e che a quest'ultima è associato l'organo milza, sarà facile comprendere come in alcuni casi il Qi del fegato compresso può portare ad una sintomatologia simile a quella dei quadri di disarmonia della milza ovvero  digestione difficoltosa, lingua con patina bianca, eruttazioni acide, nausea e diarrea, accompagnate da dolori addominali (fegato che invade la milza).

Vento del fegato in movimento all'interno
Quando lo yang del fegato porta a movimenti incontrollati o a rigidità muscolare.
Si può andare da un semplice tic a veri e propri spasmi, tremori e convulsioni. Si parla di irrigidimento che può arrivare per esempio all'immobilità facciale improvvisa. Altri segni sono il mal di testa pulsante, vertigini, ronzio auricolare.

Carenza di sangue del fegato

Quando c'è uno stato di carenza di yin del fegato, ci saranno segni che nella medicina occidentale potrebbero portare ad una diagnosi di anemia e dunque pallore, astenia, capogiri, visione annebbiata, amenorrea.

ristagno di freddo nel meridiano del fegato
quando vi è ostruzione del meridiano all'altezza della zona pelvica. In medicina occidentale verrebbe descritta come infiammazione pelvica o come ernia e si presenta con dolore e gonfiore della zona e con patina bianca sulla lingua. Può essere indicato anche come quadro di ristagno di Qi dell'intestino tenue (ed in effetti secondo la teoria delle cinque fasi, il legno genera il fuoco e quest'ultimo corrisponde all'organo intestinuo tenue).

Fuoco del fegato che divampa verso l'alto

Quando vi è eccesso di calore del fegato in copresenza di Qi del fegato compresso oppure di shock emotivi di rilievo si può avere: forte mal di testa, soprattutto occipitale e retro-oculare, rossore oculare e tintinnìo auricolare quando non addirittura sordità, secchezza delle fauci, gote rosse, stitichezza; irritabilità e insonnia ed emorragie.

Carenza di yin di fegato (fuoco vuoto)

Si tratta di un quadro sintomatologico che in occidente sarebbe tradotto in una diagnosi di ipertensione essenziale o come disturbi nervosi o ancora come disturbi della menopausa. Il soggetto si presenta con mani e piedi freddi, febbri pomeridiane e rossore in viso, lingua arrossata, nervosismo e capogiri, secchezza oculare ed altri disturbi a carico degli occhi e visione confusa.

Yang del fegato arrogante in ascesa
Presenta segni di fuoco che divampa verso l'alto associati a quelli di yin di fegato carente
Nella pratica clinica è molto frequente riscontrare questa mescolanza di segni ed è per questo che è stato creato un quadro a sé stante così nominato.


Costituzione Legno

come si evince dall'immagine sovrastante fegato e vescicola biliare sono legati al Legno qui ne approfondiamo le caratteristiche.

Il soggetto legno si presenta come un individuo dalla muscolatura ben rappresentata e tonica. Tendenzialmente longilineo, presenta spalle larghe e se non necessariamente di alta statura, è però senz'altro proporzionato così come lo sono le sue mani; esse presentano nodi in corrispondenza delle articolazioni interfalangee e linee sia trasversali che longitudinali e sono asciutte. Le unghie, dalla forma regolare, sono generalmente forti oppure all'opposto possono essere fragili, con striature ed essere tendenti alla leuconichia (nella medicina occidentale questa può essere un sintomo della cirrosi epatica).
É soggetto a dolori prurito che “si spostano” (ricordiamo il vento come elemento collegato a questa costituzione) nel corpo in modo repentino.
L'icarnato ha tonalità verdi, sia su pelle chiara che scura. Ed il verde, insieme al marrone, è il colore che predilige nella scelta dell'abbigliamento da indossare.
Ha occhi grandi e dallo sguardo sincero. Le sopracciglia sono evidenti.
Trattasi di soggetto allergico ed anche da bambino avrà potuto presentare intolleranze ed allergie.

Dotato di scarsa memoria tanto più per ciò che non trova interessante.
Potrà essere un soggetto che prende decisioni repentine o viceversa un indeciso cronico; il Nei Jing riporta infatti che la vescica biliare governa i processi decisonali.

Naturalmente a seconda che ci troviamo di fronte ad un soggetto yin oppure yang avremo le facce opposte della stessa medaglia.

Yin


Ha pelle chiara che tende ad impallidire ulteriormente sotto l'influsso delle emozioni. L'individuo legno yin è infatti un timido, con tendenza all'onicofagia ed agli svenimenti. E' timoroso e tra le altre cose teme viaggiare, gli ospedali e le cure mediche, in particolare gli aghi. Anche il vento lo spaventa perché può scatenargli vertigini improvvise, per lo stesso motivo non ama l'altezza.
Dal temperamento più dolce del soggetto yang è anche ansioso e lunatico ed è un indeciso cronico tanto da preferire che siano altri a decidere al proprio posto (anche per una profonda insicurezza) nonostante questo gli crei profondo senso di frustrazione. Può essere uno di quei soggetti che appaiono egocentrici ed un po' sbruffoni con lo scopo di nascondere la propria timidezza.
Durante le mestruazioni la donna legno yin tende ad isolarsi soprattutto qualora incontri situazioni conflittuali.
Dotato di fervida immaginazione, è un amante del bello ed ha tendenze artistiche.
Con scarsa memoria tanto più per ciò che non trova interessante.
Il suo viso ha una forma appuntita e scarna.
Si tratta di soggetti che soffrono facilmente di disturbi digestivi ed epatici, dalla disfunzione moderata a disturbi più seri come epatite C e cirrosi; a livello circolatorio sono a rischio varici ed emorroidi; hanno la tendenza a formare fibromi, soffrono di mal di testa di tipo retro-oculare. Può presentare miopia anche precoce e soffrire di glaucoma cronico.
Asma allergica, psoriasi e orticaria altri disturbi che possono interessare i soggetti legno yin.

Yang

Con pelle olivastra, l'individuo legno yang, presenta una forma del viso piuttosto rettangolare, con mascella pronunciata. Il fisico è prestante ed è una persona sempre in movimento, più fa e più si carica; all'opposto l'inattività lo “sfianca”. Perennemente in preda alla sensazione che gli manchi il tempo per fare ciò che si è prefissato, è a volte vittima dell'ansia che questo gli crea. La diplomazia non è tra le sue caratteristiche ed anzi tende ad avere posizioni estremiste.
E' un impulsivo, prende decisioni non ben soppesate (eccesso di Qi della vescicola biliare) soffre di attacchi d'ira improvvisi che come arrivano, se ne vanno nel giro di poco tempo.
Odia il vento.
Ha una buona memoria.
Non si ammala facilmente, ma può soffrire di coliche biliari, problemi gastrici con dolore, ipereccitabilità ed è soggetto a problemi cardiaci; spasmi e crampi muscolari sono tipici in questi soggetti ed anche i dolori articolari; anche la donna legno yang può essere soggetta a fibromi; il suo mal di testa è un'emicrania di tipo occipitale e/o parietale. Gli occhi possono dare vari tipi di problemi da una banale congiuntivite al glaucoma acuto.


Alcune corrispondenze Legno

Movimento energetico
Messa in movimento
Colore
blu-verde
sapore
acido
odore
caprino/rancido
clima
ventoso
stagione
primavera
organo
fegato
Viscere
vescica biliare
orifizio
occhi
tessuto
Tendinie muscoli
Punto cardinale
est
emozione
ira
suono umano
Grida
Diatesi di menetrière
manganese
Pianeta
Giove
Numero
8

mercoledì 22 luglio 2015

ACIDO FOLICO


immagine: wikipedia

L'ACIDO FOLICO o vitamina B9 (folati) si è rivelata importantissima oltre che nella prevenzione delle malattie cardiache e del cancro allo stomaco, nella prevenzione di alcune malformazioni a carico del feto.
Recenti studi, rivelano un ruolo nella prevenzione dei parti precoci, supplementando già un anno prima del concepimento, si limita dal 50 al 70% le nascite premature.
Se in un adulto sano la q.tà indicata è di 200mcg al giorno, nelle donne in gravidanza esso aumenta a 400mcg.
Se state cercando un figlio tenete presente gli alimenti che ne contengono in buona q.tà (nella tabella) ma è consigliato raggiungere la q.tà indicata già nelle settimane precedenti il concepimento e sarà poi opportuno continuare ad assumere integratori in particolare i primi 30gg e poi fino alla 12 settimana di gestazione.



fonte dell'immagine: www.policlinicogemelli.it

Si riportano, seppure non frequentemente, fenomeni da sovradosaggio, per cui è bene sapere più o meno quanto acido folico si assume attraverso la propria alimentazione abituale ed eventualmente valutare l'integrazione più adeguata al proprio caso.

Tra gli integratori naturali contenenti quantità interessanti di acido folico, si segnala l'alga klamat e la spirulina.

Naturalmente una dieta bilanciata, riduce qualunque rischio di alterazione della salute anche in gravidanza.

Consultare il ginecologo per tutto quello che riguarda una corretta conduzione della gestazione

mercoledì 17 giugno 2015

CURA DELLE UNGHIE

Negli ultimi anni le mani ben curate e con unghie laccate, sono molto diffuse. Bisogna però fare attenzione a non "strapazzare" troppo le unghie per mantenerle belle nel tempo.
Meglio non abusare di ricostruzioni e applicazioni di smalto gel; in ogni caso anche la normale manicure con applicazione di smalto andrebbe intervallata da periodi in cui le unghie vengono lasciate libere di "respirare" e trattate con cure amorevoli.
Per limitare i danni alle unghie utilizzare sempre una base protettiva (in erboristeria si trovano dei prodotti appositi) prima dello smalto colorato e ricordarsi di indossare i guanti quando si maneggiano detergenti per la pulizia della casa. Per accorciarle, meglio la lima che il tagliaunghie.

Se le unghie appaiono particolarmente fragili, può essere opportuno verificare l'eventuale carenza di vitamine (D, B, A) ferro e calcio.
La colorazione alterata può far sospettare micosi, lo stesso l'ispessimento o la tendenza al distacco.

Come al solito un'alimentazione equilibrata favorisce il mantenimento di un buono stato di salute di tutti i nostri tessuti e dunque anche delle unghie. Ci possono comunque venire in aiuto alcune piante, ne vediamo alcune:

- Equiseto, grazie al suo potere rimineralizzante
- Alghe Klamat e Spirulina per il loro alto contenuto di Ferro e vitamine
- Maca e Baobab per l'integrazione di Calcio
- olio di germe di grano per la presenza di Zinco e di vitamine del gruppo B


foto: equiseto - wikipedia

Ecco qualche consiglio cosmetico:

Oltre a massaggiare frequentemente (anche ogni giorno) le unghie con olio vegetale ed in particolare di argan, oliva, germe di grano, borragine, può essere di grande effetto l'utilizzo di composti casalinghi come quelli descritti di seguito, da applicare dopo aver lavato bene mani ed unghie.

- Con una miscela degli oli indicati è possibile preparare un impacco in cui immergere le unghie per una decina di minuti. Se ne avete, arricchite con poche gocce di olio essenziale di limone o lavanda o menta.

- applicare una maschera composta da succo di limone, yogurt bianco intero e olio (uno di quelli già citati).

- precedere i trattamenti con uno scrub composto da succo di limone e sale; evitare in presenza di microferite!

La frequenza di applicazione dei trattamenti descritti dipende dalle condizioni delle unghie, se lo ritenete opportuno potete utilizzarli anche 2 o 3 volte alla settimana fino a miglioramento e poi continuare, per mantenere il risultato, ogni dieci giorni.






La Medicina Tradizionale Cinese fornisce le strumenti per capire a quale movimento energetico (o costituzione) appartiene la persona, attraverso l'osservazione delle sue unghie. Ma di questo parleremo un'altra volta...


mercoledì 15 aprile 2015

MACA ANDINA

Della famiglia delle brassicaceae (la stessa di broccoli e cavolfiori) il Lepidium meyenii è un tubero commestibile; ne esistono diverse varietà caratterizzate da colori differenti.

foto: http://esmeralda-rosa.blogspot.it



Molto usata fin dall'antichità e considerata pianta sacra dalle popolazioni andine per le elevate proprietà nutrizionali e per le virtù energetiche e rafforzanti la fertilità, è oggi venduta in occidente come integratore alimentare di supporto in numerose situazioni di carenza dei costituenti che lo caratterizzano.
Già a partire dalla fine del 1500 alcuni storici occidentali fanno menzione dei numerosi utilizzi di questa pianta, nelle loro pubblicazioni.

foto: wikipedia

Coltivazione

Definita piccola patata delle Ande o ginseng andino, questa pianta erbacea veniva coltivata diffusamente in molte parti dell'altopiano peruviano e boliviano fin dai tempi più antichi, tra i 3500 ed i 4500 m di altitudine, e' pur vero che trova le condizioni migliori alle altitudini più elevate. Attualmente si registra un ampio restringimento dell'areale di crescita probabilmente per l'impoverimento del terreno causato dalla Maca stessa che assorbe moltissime sostanze dal terreno; nonostante l'utilizzo del sistema delle rotazioni, il numero delle zone coltivabili si riduce progressivamente.
Se è all'interno del suo habitat ideale, è considerata una pianta molto resistente.

foto: giardinaggio.it


Costituenti
La parte utilizzata è il rizoma.
Risulta utile per la presenza di proteine (10-18%) e di aminoacidi ramificati, particolarmente richiesti dalle masse muscolari per favorire la sintesi proteica.
Buono il contenuto in sali minerali tra i quali calcio, ferro, manganese, rame, zinco, sodio, potassio, fosforo. Contiene vitamine del complesso B oltre ad un alto contenuto di vitamine A, C ed E ed inoltre flavonoidi, acidi grassi essenziali ed oligoelementi. Da segnalare anche la presenza di carboidrati e fibre.

Indicazioni d’uso 
Incrementa la capacità di concentrazione e la memoria, contrasta gli stati di affaticamento, donando energia.
Sostiene la donna negli stati di pre-menopausa, menopausa e post-menopausa, contrastando numerosi effetti indesiderati tipici di queste fasi. Utile anche quando le mestruazioni sono dolorose o irregolari.
Nella integrazione alimentare per sportivi, per migliorarne le prestazioni e come anabolizzante naturale.
Per individui sottoposti a diete restrittive (ipocaloriche, vegane), per soggetti debilitati e nelle malnutrizioni.
AZIONI SU LIBIDO E FERTILITÀ 
usata per il potenziamento della performance sessuale e come stimolante della fertilità.
In Perù sono stati svolti studi scientifici che attestano significative proprietà afrodisiache alla Maca. In particolare sono stati evidenziati nei maschi effetti sul desiderio, sulle funzioni erettili ed anche sulla spermatogenesi e sulla mobilità spermatica; nelle femmine aumenta il livello di estrogeni e la stimolazione follicolare.
Inoltre:
Usata nella prevenzione dei tumori, è anche considerata anti-invecchiamento
Sembra incrementare la tonicità dei tessuti e la densità ossea. L'assunzione costante previene la caduta dei capelli.
pare essere di giovamento anche:
- nella iperplasia prostatica
- in caso di ipertensione
- nell'artrosi di origine reumatica
- nelle malattie respiratorie

precauzioni d'uso
- in caso di tumore al seno, alla prostata ed altri tumori di origine ormonale
- in caso di disfunzione della tiroide

 e poi..chissà quanti altri sono gli utilizzi per la salute umana che si sono persi per non aver salvaguardato la medicina tradizionale! Speriamo che le popolazioni locali ne possano usufruire appieno grazie alla trasmissione orale.


Note: La Maca è da considerarsi a tutti gli effetti un alimento e come tale deve essere considerato e consumato; esiste in commercio normalmente in compresse o in polvere. Se si è in condizione di salute alterata affidarsi al medico di fiducia per seguire la terapia più indicata al proprio caso specifico; informare sempre il professionista se si sta assumendo integratori alimentari.

mercoledì 11 marzo 2015

CARENZA DI VITAMINA D E PSORIASI

Hai la PSORIASI?
lo sai che c'è relazione tra questa malattia e la carenza di vitamina D?

la carenza di vitamina D è una realtà in Italia durante tutto l’anno e la percentuale di soggetti psoriasici carenti di vitamina D raggiunge l’80% nei mesi invernali.

 
fonte della foto: lamedicinainunoscatto.it


Ecco qual è la sua importanza per la Psoriasi
 
Il recettore per la vitamina D è presente a livello cutaneo e regola le funzioni indispensabili per conservare l’omeostasi cutanea. 
In corso di patologia psoriasica, molte delle cellule presenti perdono la loro normale funzionalità e producono sostanze in grado di sviluppare una risposta “anomala”.
La vitamina D sembra essere utile perché limita la produzione eccessiva di cellule cutanee oltre che per la sua capacità da un lato di spegnere la risposta immunitaria linfocitaria e dall’altro aumentare la produzione di catelicidina.
Questa proteina trova tra i suoi costituenti il peptide LL37, autoantigene della Psoriasi.


Cheratinocita umano -  cellula dell'epidermide che produce cheratina
 fonte della foto: ansa


l'importanza di questa vitamina

Essa partecipa all’assimilazione del calcio e del fosforo, è essenziale per il capitale osseo, per i denti oltre che per l’equilibrio della divisione cellulare.  
La vitamina D serve anche a mantenere un buon equilibrio del sistema immunitario.
La carenza di questa vitamina liposolubile sembra avere una connessione con diversi diturbi e dunque una sua supplementazione potrebbe essere utile; ecco alcuni esempi:

- osteoporosi
- artrite e artrosi 
- rachitismo
- ipertensione
- malattie autoimmuni
- prevenzione di alcuni tipi di cancro, in particolare: prostata-seno-colon
- diabete
- dolori muscolari

fonte della foto: globalist.it


Per garantire un adeguato apporto di vitamina D al nostro organismo:

- E' fondamentale camminare all'aria aperta (esponendo una buona "porzione" di pelle) la gran parte di vitamina D viene infatti sintetizzata dall'organismo grazie al sole. 
Purtroppo nel centro-nord Italia e nelle zone con forte inquinamento, non passa una quantità sufficiente di raggi ultravioletti.
  
- E' utile consumare regolarmente, alternandoli, alimenti che ne contengono in dosi abbondanti (soprattutto uova, formaggi, pesce grasso oppure funghi shiitake)
Attenzione a non eccedere con il consumo di latticini e scegliere con cura gli alimenti di origine animale sia per l'impatto ambientale che per non ingerire inquinanti in grande misura.

- Se viene accertata carenza, è opportuno supplementare attraverso l'assunzione di integratori (durante un pasto che contenga grassi, per assicurare l'assorbimento di questa molecola liposolubile).

La carenza di vitamina D è accertabile attraverso l'esame del sangue. Chiedi al tuo medico di base.


fonti:
- lamedicinainunoscatto.it
- farmacoecura.it
- vitaminad.it/

nota: le informazioni qui riportate non hanno funzione di prescrizione medica e non sostituiscono in alcun modo il parere dello specialista.



martedì 2 dicembre 2014

MASCHERA RIVITALIZZANTE

INGREDIENTI
2 cucchiaini di polpa di avocado fresco
1 cucchiaino di miele integrale bio
1 cucchiaino di argilla rassoul (o in alternativa, argilla verde)
2 gocce di olio essenziale puro di ylang ylang o lavanda (se volete un effetto purificante usate una sola goccia di o.e. di rosmarino)


foto: arecetas.com


PROCEDIMENTO
mescolare gli ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo
applicare la maschera evitando il contorno occhi e labbra e tenere in posa per 15 minuti

Preparazione della pelle
Prima di ogni maschera viso è necessario detergere accuratamente il viso con latte oppure con un detergente. L'ideale sarebbe fare anche una delicata esfoliazione e concludere la preparazione con acqua molto calda per aprire i pori; se avete la pelle molto delicata utilizzate acqua tiepida.

domenica 12 ottobre 2014

DOLCIFICANTI? PIÙ PERICOLOSI DELLO ZUCCHERO

Spesso ci si affida a loro nella speranza di ridurre le calorie ingerite e con l'idea, errata, che così si possa dimagrire o quanto meno non ingrassare: ma è un'illusione, i dolcificanti artificiali, sostituti dello zucchero, anche quelli a calorie zero, non sono meno rischiosi per la salute dello zucchero vero, anzi. E' quanto emerge da una revisione di recenti studi su bevande e cibi dolcificati artificialmente o zuccherati, pubblicata sulla rivista Trends in Endocrinology & Metabolism e condotta da Susan Swithers della Purdue University.




FOTO: mammedomani.it


E' facile pensare che se dolcifico una bevanda con una sostanza artificiale ipocalorica o a zero calorie sono al riparo da problemi per la salute, in primis da obesità e diabete; eppure non è così, sono sempre maggiori i dati che dimostrano che, in barba al loro basso o nullo contenuto calorico, i dolcificanti non aiutano a dimagrire né aiutano a prevenire l'aumento di peso e SONO RESPONSABILI DI AUMENTARE IL RISCHIO DI ALCUNE MALATTIE (sindrome metabolica, diabete, patologie cardiovascolari).

''Anzi un certo numero di studi suggerisce il contrario e cioè che le persone che consumano regolarmente bibite dolcificate artificialmente hanno un rischio più elevato rispetto a chi non le consuma, un rischio dello stesso ordine di grandezza di quello associato al consumo di bibite normalmente zuccherate'', spiega la dott.ssa Swithers.

Per di più c'è un EFFETTO BOOMERANG: se consumo tanti prodotti dolcificati artificialmente la risposta dell'organismo sia a livello cerebrale sia a livello metabolico risulta attenuata perché i dolcificanti non ''saziano'' la voglia di dolce che è insita nel cervello e anche perché non stimolano l'insulina come sa fare lo zucchero.

Ciò significa che affidandoci troppo a cibi e bevande dolcificati artificialmente rischiamo di finire per mangiare di più. ''Le prove che si sono accumulate negli ultimi anni suggeriscono che i consumatori assidui di sostituti dello zucchero (saccarina, sucralosio, aspartame etc) potrebbero anche essere a MAGGIOR RISCHIO DI INGRASSARE, ribadisce Swithers - di ammalarsi di sindrome metabolica, di diabete e malattie cardiovascolari''.

Alla luce dei dati attuali, quindi, il messaggio è che sia lo zucchero sia i dolcificanti vanno usati con moderazione e cautela.

fonte: ansa, 11 luglio 2014

naturalmente è bene preferire lo zucchero integrale (davvero integrale, non quello raffinato e poi colorato con il caramello) oppure il malto o il miele (o ancora succo d'agave, succo di mela..)



FOTO: chefalessandrotannoia.blogspot.it
 


Lo zucchero bianco andrebbe consumato il meno possibile, in casa potremmo evitare di tenerlo perché poi capita quella volta che ci concediamo un pasticcino nella pasticceria vicino al lavoro oppure la fetta di torta ad una festa.
Tisane, the e caffé possono essere bevuti senza zucchero, così se ne apprezzerà ancor meglio il gusto; si può cominciare a ridurre gradualmente la q.tà fino ad eliminarlo completamente.
Le bevande industriali andrebbero eliminate non solo per il contenuto di zucchero o dolcificanti, ma anche per tutti gli additivi presenti; se siete abituati a berne, eliminate anche queste gradualmente fino a riservarle a quella volta ogni tanto..
Inutile dire che per mantenere un peso adatto alla propria costituzione (non occorre far riferimento alle ormai superate tabelle peso/altezza) bisogna imparare ad alimentarsi in modo adeguato. Gli alimenti dolcificati devono essere riservati alle occasioni speciali mentre ogni giorno bisogna mangiare tanta frutta e verdura, includendo cereali e proteine in misura consona all'attività fisica svolta.

Il sovrappeso moderato si può tranquillamente combattere attraverso semplici accorgimenti quotidiani, mentre l'obesità va maneggiata con cura da professionisti della nutrizione con un buon supporto psicologico (coaching,counseling , psicoterapia...) ed aventualmente un aiuto sul piano energetico (per es. Fiori di Bach)

domenica 14 settembre 2014

AUTOMASSAGGIO ADDOME-MANI-PIEDI

Hai mai praticato l'automassaggio?
Non privartene, è un'ottima opportunità per prenderti cura di te stesso/a.
Non hai molto tempo? basta un quarto d'ora, ma se puoi dedicare un pochino più di tempo a questa attività allora continua fino a quando ti fa piacere!
Trova un ambiente tranquillo e se è possibile, metti un sottofondo di musica rilassante. Togli qualunque indumento stretto ed eventuale bigiotteria ingombrante. Chiudi gli occhi prima di cominciare.

Addome
In questa zona risiedono le emozioni dunque occupiamocene con dolcezza.
Sdraiati a pancia in su e chiudi gli occhi, respira inspirando con il naso ed espirando con la bocca, lentamente e senza sforzo. Fallo una decina di volte poi continua a respirare con naturalezza, ma regolarmente.
Per questo massaggio è particolarmente importante che le mani siano calde, se non lo sono, aiutati sfregandole tra loro in modo che si sviluppi calore. Scopri la pancia ed abbassa gli slip fino al pube.
Comincia appoggiando tutte e due i palmi sulla pancia, circondando l'ombelico, rimani così qualche istante. Con la mano destra compi un movimento rotatorio in senso orario, sfiorando appena la pelle, continua esercitando una pressione molto leggera e poi aumentandola un po'. A questo punto impasta tutta la pancia fin sotto le costole con tutte e due le mani, mantenendo sempre una forza che risulti gradevole. Ora a pugni chiusi schiaccia qua e là con le nocche, delicatamente. Con le dita tese, circoscrivi piccoli cerchi intorno all'ombelico. Concludi sfiorando in senso orario tutta la pancia percorrendo una spirale immaginaria dal centro verso l'esterno, molto lentamente. Ripeti alcune volte questo movimento e termina allontanando le mani pochi millimetri dalla pelle.

Mani
Questo massaggio è particolarmente interessante perché lo puoi fare ovunque ti trovi!
Comincia con l'indice destro, percorrendo delicatamente i profili laterali di ogni dito sinistro, partendo dalla base del pollice e concludendo alla base del mignolo. Fallo molto lentamente. 
Adesso parti dal polso impugnando via via tutta la mano, passando dal palmo fino alle dita ed impasta un lato e poi l'altro.
Con il pollice esercita una pressione al centro del palmo, compiendo un movimento circolare e poi a spirale, in modo da percorrere tutto il palmo; ripeti il movimento, questa volta sfiorando anziché premendo.
Ora dedicati alle dita, partendo dal pollice gira e tira dalla sua radice ogni dito, come se stessi stappando una bottiglia. Ripeti 2 o 3 volte.
Massaggia la parte morbida tra pollice ed indice sul dorso della mano; se questa zona è indolenzita, ricordati di massaggiarla di tanto in tanto.
Concludi accarezzando la mano sopra e sotto e sui lati. Ripeti la sequenza sulla mano destra.

Piedi 
Meraviglioso massaggio ai piedi!
Ovviamente devi trovare una posizione che non ti costringa in una condizione scomoda o peggio dolorosa..se non riesci allora devi proprio trovare qualcuno che massaggi i tuoi piedi!
Fai ruotare la caviglia prima in un senso e poi nell'altro.
Impasta bene ogni parte del piede con tutte e due le mani, percorri la pianta e l'arcata utilizzando talora solo il pollice, insistendo con movimento pressorio e circolare sui punti dolenti, in modo che il fastidio non sia eccessivo e rilasciando lentamente la pressione. Tira le dita come descritto nella sezione "Mani". Premi tutta la pianta con un pugno chiuso esercitando un movimento rotatorio poi prosegui pizzicando tutto il piede.
Se ne hai la possibilità, dopo aver fatto il pediluvio o la doccia, prima di dedicarti al massaggio vero e proprio, fai uno scrub con un prodotto apposito oppure usa qualcosa di abrasivo (es. pietra pomice) per rinnovare la pelle. Se a questo aggiungerai l'uso di una buona crema nutriente otterrai un vero trattamento di bellezza piedi.

Nessuna delle pratiche proposte intende in alcun modo sostituirsi alle indicazioni del medico